Il Milan sta seguendo un modello tracciato dalla Juve?

E’ stata una partita tesa quella di sabato sera a San Siro tra Milan e Juventus.

Una partita che ha visto i rossoneri battere i Campioni d’Italia per 1 a 0 e nella quale non sono mancati i soliti spunti polemici.

Spunti che sono ormai diventati un classico dei confronti tra le due compagini, partendo dal gol di Muntari, passando per il fuorigioco di Tevez, al rigore di Isla fino ad arrivare al nuovo caso del gol annullato a Pjanic.

Ma di queste cose ne hanno già parlato ripetutamente tutti.

Quello che invece preme sottolineare è la linea societaria delle due squadre, che si rispecchia poi con gli undici che scendono in campo.

Perchè è impossibile non notare delle similitudini tra questo Milan e la Juventus di qualche anno fa.

Infatti, esattamente come i bianconeri all’inizio dell’era Andrea Agnelli, il Milan sembra aver imboccato una strada precisa: giocatori giovani e, soprattutto, italiani.

Per quelli che non dovessero ricordarselo, la Juventus di pochi anni addietro, costruiva la sua squadra con gente come Simone Pepe, Alessandro Matri, Fabio Quagliarella, Claudio Marchisio, Alberto Aquilani, Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini eccetera, dimostrando in maniera precisa di voler ripartire da un gruppo formato da giocatori azzurri.

E tutto ciò accadeva nello stesso momento in cui il Milan acquistava giocatori stranieri dai nomi altisonanti come Ibrahimovic e Robinho che avrebbero portato il club a immediati trionfi ma ad un periodo di crisi per le casse societarie che si è riflettuto poi in campo nelle stagioni successive.

Oggi il Milan sembra aver cambiato decisamente rotta.

Nella sfida di sabato sera, infatti, hanno trovato spazio sul rettangolo di gioco ben otto giocatori italiani, di cui molti giovani di bellissime speranze (Donnarumma, De Sciglio, Romagnoli ad esempio).

E il pensiero non è potuto non tornare a quella Juventus che costruiva le sue fondamenta dei successi a venire con la stessa idea.

Viene quindi da pensare che il Milan stia seguendo una sorta di modello Juve, e chissà se davvero si trova in questo momento a qualche anno di distanza dalla squadra piemontese in termini di risultati o se possa essere da subito una rivale credibile.

Vi potrebbe essere tuttavia un intoppo in questo processo di crescita che sembra aver trovato la squadra meneghina, e tale problema è rappresentato da un avversario apparentemente molto più difficile da battere in termini di classifica finale.

Infatti, quella Juventus è riuscita a completare il suo processo di crescita vincendo in maniera immediata e continua, diventando nemico sempre più ostile nel tempo per le altre squadre del campionato.

Tale problema potrebbe essere un limite per i rossoneri, anche se la ormai prossima cessione del club alla cordata cinese dovrebbe garantire alle casse del club fondi a sufficienza per tornare a essere competitivi ai massimi livelli, a prescindere dalle scelte societarie riferite alla nazionalità dei giocatori che vanno in campo.

Quel che è certo è che, anche per il bene dell’immagine del calcio italiano, ritorni ad essere grande.

Preferibilmente con tanti campioni italiani.

Andrea Petrarulo

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