Atalanta e Torino: due “sorprese” da prendere come esempio

ARTICOLO RIPRESO DALLA SEZIONE IL DRIBBLING

Atalanta e Torino sono, senza ombra di dubbio, le due sorprese più belle di questo avvio di stagione in Serie A.

Ma al tempo stesso devono rappresentare esempi per tutte le squadre medio-piccole del nostro campionato.

Grazie al loro strepitoso avvio di stagione, le compagini di Bergamo e Torino si trovano nei posti nobili della classifica e raffigurano per tutti gli altri club avversari ostici da affrontare.

Eppure in tanti non lo avrebbero detto quest’estate.

Il Torino, infatti, si trovava a risolvere gli spinosi casi Bruno Peres e Maksimovic che hanno portato alle cessioni degli stessi a top club del nostro campionato vista e considerata la loro voglia di partire.

Ma da anni, la compagine granata, ha dimostrato di saper reinvestire bene sul mercato i soldi incassati dalle cessioni dei propri pezzi pregiati.

Basti pensare a come la società di Cairo sia riuscita a crescere nel tempo nonostante le cessioni eccellenti di giocatori come Immobile, Darmian, Ogbonna e Cerci (inoltre tutti giocatori italiani).

Il modello seguito dal Torino sembra essere ben definibile: gli innesti devono essere di qualità e giovani, se italiani ancora meglio.

E così si ritrova in formazione gente come Belotti, che sta dimostrando tutto il suo valore in un ambiente sano, ambizioso e carico di entusiasmo, che lo culla e gli permette anche di sbagliare.

Ma non solo, perchè anche giocatori affermati del calibro di Adem Ljajic e Joe Hart sembrano essersi trovati completamente a loro agio nell’ambiente granata e trascinano la formazione di Mihajlovic (un altro rigenerato dalla cura Toro) verso continui successi che permettono ai tifosi di guardare dall’alto verso il basso squadre come Inter e Fiorentina.

Ma se pensiamo che il Torino sia l’unica squadra che sta tracciando un rinnovamento tra le medio-piccole in Italia, ci sbagliamo di grosso.

Già, perchè l’Atalanta sta davvero combinando qualcosa di inaspettato e per certi versi incredibile.

Politica simile (puntare sui giovani), risultati ancora migliori: 25 punti in 13 partite.

I nerazzurri hanno saputo battere, tra le altre, Roma, Sassuolo, Napoli e Inter in maniera del tutto meritevole, mettendo in luce giocatori che dopo solo qualche partita in Serie A si ritrovano ad essere cercati da mezza Europa  (Franck Kessiè su tutti).

Il successo sulla Roma è stato uno spot per il calcio, con la formazione bergamasca capace di incatenare i giallorossi nella propria metà campo per tutto il secondo tempo, oscurando le capacità di giocatori che rappresentano punti fermi nelle proprie Nazionali di appartenenza.

Ancora non possiamo dire se granata e nerazzurri avranno avuto ragione con le loro politiche societarie sul lungo periodo(anche se ci piacerebbe farlo a fine campionato), ma certamente possiamo affermare che dovrebbero essere prese come esempio dalle altre squadre di stessa dimensione del nostro campionato, che troppo spesso puntano su giocatori esperti e a fine carriera, senza volersi prendere dei rischi che, a quanto pare, sembrano pagare anche in Italia.

Rischi che sarebbe opportuno assumersi per rinnovare il nostro movimento e far crescere la Serie A.  

Andrea Petrarulo

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