La Juve gioca male?

ARTICOLO RIPRESO DALLA SEZIONE IL DRIBBLING

Ventisette punti, otto gol subiti, nove vittorie su undici partite finora disputate e primo posto provvisorio in campionato e nel proprio girone di Champions League.

Eppure, il sentimento nel confronto della Juventus è unanime: non è una squadra che al momento gioca bene.

Ma cosa vuol dire esattamente giocare bene?

Che il tifoso medio juventino sia cambiato negli ultimi anni è un dato di fatto.

Infatti, all’inizio dell’era Conte, l’unica cosa che contava era il risultato. Che poi è la stessa cosa che interessa a tutti i tifosi delle altre squadre del campionato e, in fondo, anche a quello bianconero.

Ma, dopo la faraonica campagna acquisti dei Campioni d’Italia, tifosi e addetti ai lavori sembrano essere molto più esigenti nei confronti della Juve, tanto che non si dimostrano nemmeno del tutto soddisfatti di fronte ai risultati raggiunti fino ad ora e allo scontro diretto col Napoli vinto grazie al gol di Gonzalo Higuain.

Ciò che viene contestato ad Allegri è il gioco della sua truppa. Un gioco che è vincente, ma non spettacolare.

L’allenatore bianconero sta cercando di far amalgamare nuovi e vecchi compagni il più in fretta possibile, trasmettendo soprattutto l’idea di solidità di grande squadra, affidandosi molto durante le partite al tanto amato 3-5-2 che gli ha garantito di non aver rivali in campionato negli ultimi due anni.

L’unico momento che ha cercato di virare decisamente su un altro modulo nella sua gestione juventina è stato all’inizio della passata stagione. Periodo coinciso con diverse sconfitte e che lo ha portato a rispolverare il “vecchio” sistema.

I tanti giocatori forti che il mercato ha portato in dote sembrano più orientati all’apprendimento delle nozioni juventine di spirito di sacrificio nei confronti del compagno che hanno fatto dei piemontesi un top club di livello europeo.

Tutto ciò a discapito di un gioco spettacolare, che possa esaltarne le qualità sopraffine degli stessi.

Eppure la Juve non gioca male. Non gioca in una maniera bella vedere, quello sì, ma sta dimostrando una continua capacità nel gestire le partite, difendere in maniera organizzata, comandare il possesso del pallone e colpire al momento giusto.

E’, per ogni squadra, uno degli ossi più duri possibili da affrontare.

E, forse, spettacolare non lo sarà mai. Perchè gli ultimi anni l’hanno portata a capire che non può rinunciare a determinate qualità se vuole vincere.

Certamente, può migliorare sotto tanti punti di vista, a partire dalla velocità del pallone fino al numero di occasioni da gol create.

Ma la strada che ha imboccato quest’anno sembra essere nuovamente vincente.

Che poi, sempre secondo la filosofia del club, è l’unica cosa conta.

Andrea Petrarulo

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