Mai mettere in discussione Sami Khedira

Ha vinto in Germania, Spagna, Italia e in Nazionale.

Campionati, supercoppe, coppe di lega, Champions League, Supercoppa Europea, Coppa del Mondo per club e Mondiale di calcio per nazioni.

Da titolare, sempre.

Eppure, quando si parla di Sami Khedira, c’è sempre qualcuno che non lo riconosce come un campione.

Non doveva nemmeno giocare il tedesco ieri a Udine. Infatti, nell’undici titolare bianconero, tutti i giornalisti davano per certa la presenza del francese Blaise Matuidi (infortunato poco prima del match). Invece ha giocato e ha inciso, con tre gol che hanno ridato carattere e forza alla compagine di Max Allegri.

Assente nella prima parte di stagione per infortunio, Sami aveva ritrovato il campo nelle ultime due partite dopo la sosta contro Lazio e Sporting, nelle quali il mister juventino gli aveva concesso un’ora di gioco prima di sostituirlo in entrambi i casi. Non aveva preso benissimo (per usare un eufemismo) il cambio contro i portoghesi col risultato ancora in bilico, e la sua rabbia agonistica l’ha scagliata contro l’Udinese alla Dacia Arena in una partita che ha tutti i contorni di essere un turning point per la stagione juventina.

Gol di testa a spezzare l’equilibro, gol in mischia ad ammazzare il match sul 4a2 e sentenza finale in progressione con rasoiata sul palo lungo per tramortire definitivamente l’avversario. Corsa, coperture e inserimenti nonostante l’inferiorità numerica causata dalla doppia ammonizione di Mario Mandzukic.

Khedira riconquista la Juve e i suoi tifosi, regalando quell’energia tedesca di cui la squadra in questo momento pareva avere un tremendo bisogno e regala un messaggio a tutti gli opionisti: mai metterlo in discussione.

Andrea Petrarulo

Mai mettere in discussione Sami Khedira
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